• Localizzazione: Si trova nel Lazio, precisamente in Provincia di Rieti.
• Storia (Contesto Generale): Le Comunità Montane in Italia sono state istituite con la legge n. 1102 del 1971, ma la loro evoluzione e la loro composizione hanno subito diverse modifiche nel corso degli anni, in base a normative regionali e nazionali successive (spesso indirizzate alla razionalizzazione e riduzione degli enti). La numerazione (“XX”) è un’identificazione regionale della Comunità Montana all’interno del Lazio.
• Funzioni Principali: Storicamente, le Comunità Montane hanno svolto diverse funzioni delegate dai comuni o dalla Regione, come la gestione associata di servizi (es. rifiuti, protezione civile), la cura del patrimonio forestale, la promozione turistica, la valorizzazione dei prodotti tipici locali (come l’olio DOP della Sabina, per la Sabina in generale), e la redazione di piani di sviluppo.
Un Po’ di Storia della Sabina
Il territorio in cui si trova la Comunità Montana è la Sabina, una regione storica e geografica che ha radici molto profonde:
• Antichi Sabini: Era l’antico territorio abitato dai Sabini, una popolazione italica di lingua osco-umbra, famosa per il mito del “ratto delle Sabine” che la lega alla fondazione di Roma.
• Via Salaria: Il territorio è attraversato dalla storica Via Salaria , un’antica strada romana che in origine era un sentiero battuto dai Sabini, principalmente per il trasporto del sale (da
cui il nome) dall’Adriatico a Roma e viceversa.
• Medioevo e Dopo: Dopo la caduta dell’Impero Romano, l’area è stata dominata da varie potenze e famiglie nobiliari, che hanno lasciato in eredità i castelli, i borghi fortificati e le abbazie (come l’importante Abbazia di Farfa nelle vicinanze), che ancora oggi caratterizzano il paesaggio.
I Comuni della XX Comunità Montana dei Monti Sabini
La XX Comunità Montana dei Monti Sabini consta di 8 comuni.
I comuni di quest’area sono borghi tipici della Sabina, spesso arroccati e di origine medievale, con forti legami storici all’Abbazia di Farfa e ricchi di testimonianze archeologiche romane e chiese antiche.
Casaprota

• Storia e Origine: Le sue origini risalgono almeno al X secolo come fundus (tenuta) dell’Abbazia di Farfa. Nel XII secolo divenne un castrum (castello). Successivamente fu feudo di importanti famiglie come i De Romania, i Brancaleoni e gli Orsini.
• Da Vedere:
– Castello: Le mura del borgo e i resti dell’antico castello, che ne testimoniano il passato fortificato.
– Economia: Il comune è un centro importante per la produzione di olio DOP della Sabina, con numerosi uliveti.
Monteleone Sabino

• Storia e Origine: Le sue radici affondano nell’antica città romana di Trebula Mutuesca, un importante centro in epoca romana. Monteleone sorge sull’antico Castellum de Trebula, fortificato dall’Abate di Farfa nel IX secolo.
• Da Vedere:
– Area Archeologica di Santa Vittoria: Sorge sui resti dell’antica Trebula Mutuesca.
– Qui si trova il Santuario di Santa Vittoria, chiesa protocristiana ricostruita in stile romanico nel XII secolo, eretta sul luogo del martirio della Santa.
– Museo Civico Archeologico: Espone i materiali rinvenuti nell’area di Trebula Mutuesca.
Orvinio

• Contesto Naturale: Il comune è uno dei “Borghi più Belli d’Italia” ed è immerso nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.
• Storia: Si sviluppò intorno al suo castello medievale, e per la sua posizione strategica fu a lungo conteso tra diverse famiglie nobiliari.
• Da Vedere:
– Il Borgo e il Castello: Orvinio conserva l’aspetto di un borgo fortificato, con il castello medievale e le sue viuzze pittoresche.
– Natura: Offre numerosi sentieri escursionistici all’interno del Parco dei MontiLucretili.
Poggio Moiano

• Storia e Origine: Nasce prima dell’Anno Mille, anch’esso come castello e borgo fortificato. Subì gravi danni a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, essendo stato una base tedesca.
• Da Vedere:
– Il “Paese delle Chiesette”: Nonostante i danni subiti al castello, Poggio Moiano è noto per le sue diverse chiesette rurali e le chiese del centro storico, spesso risalenti a diverse epoche e ben conservate.
– Natura: È punto di partenza per passeggiate e trekking con vista panoramica sui Monti Sabini (ad esempio verso il Monte Pendente).
Poggio San Lorenzo

• Storia e Origine: Il suo sviluppo è legato alla vicinanza con l’importante via consolare Salaria in epoca romana. Nel Medioevo fu aggregato ai possedimenti dell’Abbazia di Farfa.
• Da Vedere:
– Madonna dei Penitenti: Una chiesa che si ritiene risalga al IV secolo d.C. e che sorge su un antico tempio pagano dedicato alla dea Vacuna.
– Frantoio di Capofarfa: Un antico frantoio oleario, in parte trasformato in museo, che testimonia la secolare tradizione olivicola della zona.
– Leccio Secolare: Un imponente albero di circa 400 anni.
Pozzaglia Sabina

• Storia e Origine: Il suo nome e la sua storia sono legati ai possedimenti dell’Abbazia di Farfa fin dal IX secolo. Il borgo fu coinvolto nelle contese medievali e fu possedimento degli Orsini e poi dei Borghese.
• Da Vedere:
– Borgo Medievale: Conserva i tratti del tipico incastellamento medievale.
– Grotta Pila: Una cavità carsica naturale che è importante per lo studio della fauna locale, in particolare i chirotteri (pipistrelli).
Scandriglia

• Storia e Origine: È un borgo di antica fondazione, con una storia che include sia l’epoca romana (il campanile della chiesa dell’Assunta poggia su una torre di guardia romana) che il Medioevo.
• Da Vedere:
– Palazzo degli Anguillara: Un palazzo signorile del XV secolo con architetture rinascimentali e affreschi.
– Chiesa di S. Maria del Colle (a Ponticelli): Una delle prime chiese fondate nella Sabina (duecentesca), con una facciata romanica e affreschi votivi.
– La Rocca e il Convento di San Nicola: Testimonianze medievali e suggestive, quest’ultimo sul Monte Pereatti.
Torricella in Sabina

• Storia e Origine: È un borgo di origine medievale. La sua posizione collinare (da cui il nome, probabilmente riferito a una piccola “torre” di guardia) è tipica dei castelli sabini.
• Da Vedere:
– Borgo Antico: Le sue vie e le antiche chiese, come la chiesa parrocchiale e la seicentesca chiesa di S. Antonio.
– Posizione: È situato in una zona con vista panoramica sul territorio circostante.
Approfondimento: Olio e Natura dei Monti Sabini
L’Oro Verde della Sabina: L’Olio DOP
La Sabina è riconosciuta come una delle aree olivicole più antiche d’Italia. Molti dei comuni della XX Comunità Montana si trovano al centro di questa tradizione.
• Il Marchio DOP: L’olio extra vergine d’oliva prodotto in questo territorio gode del marchio DOP Sabina (Denominazione di Origine Protetta), un riconoscimento europeo che ne attesta la qualità e il legame inscindibile con l’area geografica e il metodo di produzione.
• Storia Olivicola: La coltivazione dell’olivo qui risale all’epoca degli antichi Sabini e si è sviluppata enormemente con i Romani e, soprattutto, in epoca medievale grazie alla cura e alla gestione dell’Abbazia di Farfa, che possedeva vasti oliveti nella zona.
• Caratteristiche dell’Olio: L’olio Sabina DOP è generalmente caratterizzato da un sapore fruttato, un basso grado di acidità e un colore verde-giallo con riflessi dorati. Le varietà di olive (cultivar) locali principali includono il Carboncella, il Leccino, e l’Olivago.
• L’Esempio di Poggio San Lorenzo: Come visto, a Poggio San Lorenzo si trova l’antico Frantoio di Capofarfa, che testimonia questa tradizione secolare, mantenendo viva la storia della lavorazione dell’oliva.
La Rete dei Parchi e dei Sentieri Escursionistici
L’area della Comunità Montana è dominata dalle catene montuose, offrendo numerose opportunità per gli amanti della natura e del trekking.
1. Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili
Diversi comuni (in particolare Orvinio e Scandriglia) sono compresi, in parte o totalmente, all’interno di questo parco:
• Biodiversità: Il parco è un’area protetta che tutela un ambiente appenninico ricco di boschi, fauna selvatica (tra cui l’Aquila Reale citata a Scandriglia), e fenomeni carsici.
• Escursionismo: Offre una fitta rete di sentieri che collegano i borghi. Ad esempio, è possibile fare trekking dal borgo di Scandriglia verso il Monte Pellecchia (la cima più alta del territorio) o verso il suggestivo Convento di San Nicola.
2. Il Cammino di San Francesco (Via di Roma) La Sabina è storicamente attraversata da antichi percorsi di pellegrinaggio.
• Il Passaggio: La Via di Francesco nel Lazio (che congiunge i luoghi di San Francesco d’Assisi e l’Umbria con Roma) tocca direttamente l’area della Comunità Montana.
• Borghi Tappa: Il comune di Poggio San Lorenzo si trova lungo questo Cammino e offre ospitalità ai pellegrini, enfatizzando il legame spirituale e storico-culturale del territorio.
Molti camminatori scelgono questi sentieri per attraversare i boschi e gli uliveti della Sabina, visitando luoghi di fede come il Santuario di Santa Vittoria a Monteleone Sabino.
Questi due elementi – la tradizione olivicola e l’ambiente naturalistico protetto – sono i pilastri su cui si basa gran parte dell’economia e della promozione turistica della XX Comunità Montana.
Pagina aggiornata il 12/11/2025